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Simone Sassi

  

Ingegnere meccanico. Dal 1993 al 2002 impiegato alla PIAGGIO Spa – Pontedera – Pisa.
Non è stato il mio primo impiego e non è quello attuale, ma è stata l’esperienza lavorativa che ha consolidato ed arricchito il mio bagaglio di conoscenze motociclistiche, sia teoriche che pratiche.
In questo periodo ho svolto varie mansioni, sia nel settore Progettazione che Qualità, che hanno sempre girato intorno alla sperimentazione su strada dei prototipi.
Si trattava in sostanza di lavorare sullo sviluppo del progetto, vedendolo crescere dalle prime forme embrionali di “brutto anatroccolo” fino alla forma definitiva, curato e messo a punto, testato ed affidabile, pronto ad affrontare la sua vita sul mercato.
Nello sviluppo di un nuovo progetto, il lavoro per me iniziava con la valutazione di un oggetto scheletrico con a malapena le ruote ed un motore (lo chiamavamo prototipo “taglia e cuci”) ma che aveva già tutte le caratteristiche geometriche e di impostazione che permettevano di giudicarne il carattere e la funzionalità. Oppure una giuria di persone con caratteristiche diverse (quello alto, quello basso, quello magro e quello un po’ più in carne, il punto di vista maschile e femminile….) si ritrovava seduta su un modello di legno per giudicarne l’ergonomia. E nei casi più riusciti, ci veniva istintivamente di girare la manopola del gas e simulare una curva….
E via dai progettisti per comunicargli l’esito delle prove e capire la strada migliore per proseguire nello sviluppo.
Gli ultimi tre anni sono stato a capo del reparto di Prove su Strada, responsabile delle persone, della sicurezza, degli aspetti economici e di gestione quotidiana di un reparto di 45 persone, organizzando e sviluppando le metodologie di prova, su strada ma soprattutto su pista, in piena sicurezza e controllo, insieme ai tecnici ed ai collaudatori.
E’ stato questo il momento in cui ho definitivamente messo assieme le conoscenze professionali con quelle sviluppate nel privato. Si, perché fin dai tempi dell’Università, giovane studente, avevo iniziato a frequentare certe “brutte compagnìe” con le quali avevo già girato per tutte le piste d’Italia per mettere a punto dei mostri di potenza a due ruote cavalcate dal mitico Baglioni di cui avete già letto la presentazione… Legati dall’amicizia e dalla passione per dedicarsi, anima e corpo, nei giorni delle prove e della gara e nei giorni a casa per la preparazione, a sviluppare un sogno. Un team privato, con risorse sufficienti ma non illimitate, dove si respira passione allo stato puro.
Ingegnere meccanico, appassionato di moto, pilota io stesso nel mio piccolo sia su strada con qualche uscita in pista che in fuoristrada con qualche gara di enduro, componente del team di Maurizio Baglioni, responsabile delle prove su Strada alla Piaggio. Un ottimo periodo.
Le mie moto sono state sia da strada che da cross/enduro (per la cronaca: Mosquito 50, Garelli 50, Caballero 50, Gilera 125 Arcore, MV Agusta 350, Guzzi V35 Imola, Yamaha XT550, Montesa 250, Gilera RC 600R, Husqvarna 360 WR, e ora la Yamaha FZ6.
Un po’ di tempo è passato, non lavoro più alla Piaggio, ho una famiglia e non sono più giovanissimo, ma la passione resta immutata, continuando a seguire il Team sulle piste, guidare la mia moto su strada, partecipare all’organizzazione e sviluppare questo corso con il quale vogliamo trasmettere le conoscenze acquisite in tanti anni. L’Uomo sempre al centro, nozioni e pratica per un utilizzo migliore e consapevole dell’oggetto che ci regala passione e stimoli sempre nuovi.
Arrivederci dunque, con la voglia continua di migliorare.


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