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Francesco Caracciolo

  

Francesco Caracciolo, medico ospedaliero, ematologo, mi occupo di patologie oncoematologiche (leucemie, linfomi, mielomi) e trapianto di midollo.

Attualmente possessore di una (meravigliosa) Yamaha Super Ténéré 1200, che mi ha fedelmente accompagnato per quasi 80.000 km in 4 anni.

Col passare degli anni mi sono riavvicinato alla passione motociclistica, soprattutto dal punto di vista mototuristico.

Con una attenzione particolare alle problematiche correlate alla sicurezza, perché questa passione sia vissuta al meglio delle possibilità e della serenità.

In questo sono stato facilitato dall’aver conosciuto Maurizio, al tempo Responsabile dell’Officina di una importante Concessionaria, che si occupava della mia Aprilia Caponord.

E proprio il contatto con Maurizio, che si disvelò persona totalmente al di fuori del cliché Pilota/Meccanico, che mi ha consolidato nella passione per il mezzo “moto”.

Una passione, un entusiasmo, che le lunghe chiacchierate con Maurizio hanno alimentato ed alimentano, grazie alla sua competenza, professionalità e peculiare visione del mondo motociclistico, a tutto tondo, senza preconcetti.

E così in una associazione come Biketrainer, nata appunto dall’entusiasmo e dal particolare punto di vista tipico di Maurizio, trova spazio anche chi, come me, vive la moto come esperienza di viaggio, lungo o breve che sia, come momento di ritrovo con sé stesso o come momento di aggregazione con chi condivide la stessa passione.

Altri, con competenze specifiche (ingegneri, Colleghi Psichiatri…tutti naturalmente in primis motociclisti) incarnano l’aspetto più propriamente tecnico dell’Associazione Biketrainer, associazione che si fa promotrice di una concezione nuova e per certi versi rivoluzionaria dell’approcciarsi anche alla propria moto, potendo condividere con Maurizio anche momenti come la manutenzione, la riparazione del proprio mezzo, la conoscenza tecnica, ma anche la conoscenza di noi stessi, che, come piloti, siamo gli attori principali del rapporto col proprio mezzo.

In questa sorta di Circolo “sui generis”, che mi piace vedere come una versione tecnologica ed appassionata dei Circoli di Dickensiana memoria, puoi sempre trovare il momento per uno scambio di idee, sulle moto, naturalmente, ma non solo.

 

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